10-09-2007
Un pasto bioecocompatibile, l’esempio di Meldola (FC)
< indietro
Quadro generale
Da anni la responsabile della ristorazione collettiva del Comune di Meldola (FC) signora Maria Alfonsa Milillo si batte perché la ristorazione collettiva faccia educazione alimentare e non sia solo “dispensatrice di cibo”.
La stretta collaborazione tra la signora Milillo, il comitato mensa dei genitori di Meldola, il Sindaco, signor Loris Venturi ed il Presidente d’istituzione, Corrado Ghetti, ha portato dopo una fase di riflessione ad una serie di iniziative pratiche che elencherò in seguito e che in maniera trasversale hanno coinvolto in crescendo gruppi, persone, Enti diversi ed altri Comuni.
L’obiettivo principale del progetto “pasto bioecocompatibile” è fare educazione alimentare ed ambientale applicata attraverso la ristorazione collettiva e l’educazione scolastica.
Da questo approccio si diramano altre iniziative che rendono ecocompatibile un piatto preparato con prodotti biologici ossia, filiera corta e commercio locale, collaborazioni trasversali tra enti con obbiettivi comuni, riduzione del traffico pesante, riciclo, qualità del cibo, formazione.
Riassunto delle attività (2006 – 2007):
Da Ottobre 2006 la mensa di Meldola si rifornisce direttamente e senza intermediari di verdure biologiche presso alcuni agricoltori locali coordinati e supportati, in un primo momento, dalla Col diretti che si è subito interessata al progetto organizzando i produttori in collaborazione con Prober.
In un prossimo futuro si pensa di ampliare la filiera corta su formaggi e carne.
Questo è stato il primo passaggio alla filiera corta integrandola alla grande distribuzione.
Grazie alla collaborazione fondamentale delle maestre delle scuole elementari e materne di Meldola, gli alunni delle scuole nel 2007 hanno visitato gli agricoltori che producono il cibo che loro consumano in mensa e sviluppato parecchie attività relative alla natura, al cibo e alle tradizioni locali.
Questi primi mesi del progetto sono stati estremamente interessanti, la verdura consumata dai ragazzi è appena raccolta e quindi di valore nutritivo superiore, si fa meno scarto in mensa, il prezzo sia per il produttore che per la mensa sono interessanti, ne sono prova il fatto che il costo pasto non è aumentato ed i produttori sono contenti, lasciamo sul territorio e direttamente ai produttori circa 37000 Euro.
Molte volte la verdura prodotta in zona viene venduta al mercato di Bologna per poi tornare a Meldola, quindi anche se in piccolissima scala ma direi indicativa abbiamo ridotto il traffico pesante.
Le difficoltà per questa prima parte del progetto sono state soprattutto di ordine amministrativo.
Le mense collettive si muovono su basi d’asta per comprare le materie prime e questo esclude in partenza i piccoli e medi produttori locali da questa importante fetta di mercato, quindi decade almeno in parte il concetto di libero mercato e di educazione alimentare.
Grazie al coraggio della signora Milillo e all’appoggio tecnico di Prober, Col diretti, del Comune di Meldola e dell’Assessore provinciale all’agricoltura, signor Bagnara, per quest’anno siamo riusciti ad evitare la base d’asta e rifornirci direttamente dai produttori.
Ma ad oggi ci sono ancora delle perplessità su come “cementare” la possibilità legale che la mensa si possa rifornire direttamente dai produttori locali con contratti ad almeno 3 – 5 anni.
La questione amministrativa è il punto chiave del progetto, il cuore del sistema.
Data la trasversalità di competenze degli attori in campo e del loro peso politico, il cuore del progetto può essere messo al sicuro in tempi rapidi e duraturi.
Da Novembre 2006 in collaborazione con Hera si stanno recuperando separatamente lo scarto organico (15 quintali di scarto organico all’anno che produrranno circa 5 quintali di compost) la carta e la plastica, sia in mensa che nelle scuole.
Gli alunni delle scuole seguiranno il cammino dei rifiuti fino alla loro reintegrazione ad uso dell’uomo (carta riciclata, vetro, compost e materiali plastici).
Sempre da Novembre 2006 ci sono stati i primi incontri tra le maestre della Scuola Edmundo De Amicis di Meldola, la signora Milillo, il comitato mensa ed in un primo luogo la Col diretti.
Le lezioni basate sulla relazione uomo, animale ed i suoi prodotti oltre a lezioni pratiche sulla produzione di compost e lezioni formative per i genitori, sono state regolarmente svolte durante l’anno scolastico 2006 – 2007.
Da Dicembre 2006 verranno eliminati piatti, bicchieri e posate di plastica (una tonnellata all’anno di plastica che finiva nell’ indifferenziato) con coperti di cellulosa biodegradabile che finiranno nella raccolta dell’organico.
Dal 2007 i piatti di plastica sono stati realmente eliminati.
In ultimo stadio crediamo di poter autoprodurre i fondi per pagare una persona che lavi i piatti e creare un posto di lavoro.
La Regione, la Provincia, il Comune di Meldola con Col diretti e Prober in appoggio hanno promosso il progetto con eventi, seminari e programmi televisivi e quindi altri Comuni oltre a Meldola stanno per entrare nel progetto ossia Civitella, Galeata e Bertinoro.
L’esempio del Comune di Meldola si sta diffondendo grazie anche all’interessamento di Slow Food che a più riprese ha invitato la responsabile della ristorazione collettiva a far conoscere l’esperienza vissuta.
Come Comitato mensa di Meldola e come ci compete istituzionalmente, continueremo a sottoporre agli interessati, proposte, soluzioni e stili di vita più consoni alla situazione ambientale e socioeconomica attuale e più sensibili alla salute dei nostri figli e della terra che vivono.
Dott. Pietro Venezia
Membro del Comitato Mensa di Meldola